martedì 11 ottobre 2022

Quelli che vengono interrogati in geografia a mezzanotte e venti.


Mia moglie a volte mi ricorda la gatta Mitzi, la nostra fiera guerriera serba, figlia di Matchka, una gattona randagia trovata sporca e miagolante dopo che, entrando dal piccolo sportello sulla strada, aveva partorito nella carbonaia della nostra casa di Belgrado.

Mentre gli altri fratellini appena grandicelli se l'erano svignati in cerca di avventure attraverso i giardini confinanti, Mitzi, l'unica femmina della cucciolata (una sorellina era nata morta), a soli sei mesi era stata importata clandestinamente a Venezia avvolta in una coperta dentro ad un borsone aperto quel tanto che bastava (sperando che non miagolasse) per tenerla nascosta ai controlli doganali che fortunatamente, avendo noi in quell’epoca il passaporto diplomatico, erano piuttosto sbrigativi.

Anche Mitzi, proprio come l'elfa, ogni tanto ti fissava con l'aria dolce di quella che stava per farti le fusa, poi appena allungavi la mano per accarezzarla arrivava rapida la rasoiata delle sue unghie a farti zampillare il sangue. Infatti, questa mattina, mentre facevamo colazione assieme in pasticceria, con Whisky che attendeva paziente il pezzettino di brioche, l'elfa mi ha fissato con uno sguardo affettuoso e, poi, dopo un bel sorriso, mi ha detto: "Sai che ho pensato di prendere come regalo per il tuo compleanno?"

Al ché, io, piacevolmente sorpreso, ho risposto: "Oh! Grazie amore... ma… un altro regalo? Non mi hai già preso il parka della Quechua? Come mai tanta generosità nei miei confronti? Devo pensare che le mie crepes dell’altra sera erano davvero buone o ti sei presa un vestito o una borsetta in saldo su Amazon con la mia prepagata, oppure sai qualcosa della mia salute che io non so. Quale delle tre?"
"No... nulla di tutto questo. Ma pensavo che, siccome stasera torno a casa prima, possiamo andare alla Lidl dove, se non ho visto male, inizia la settimana svedese. Che ne dici di un barattolo di marmellata di mirtilli rossi e qualche scatola dei loro biscottini allo zenzero e cannella oppure di una confezione di aringhe affumicate con l’aneto?"
“Dico che a parte le aringhe affumicate, delle quali peraltro sei ghiotta anche tu, gli altri mi sembrano regalini per te, piuttosto che per me, ma se proprio vuoi gratificarmi con qualcosa di svedese senza andare all’IKEA allora potresti regalarmi una bottiglia di vodka Absolut…”
Elfa che, da quella carina e carezzevole, assume improvvisamente l’aria della moglie indignata: “Ma scherzi? Assolutamente no, perché ti fa male…”
“Va bene, in alternativa, se mi regali del salmone affumicato? E’ tanto che non lo mangio e con i crostini di pane, il burro e una goccina di limone potrebbe essere una buona idea per cena… se poi dici che così non mangio mai l’insalata, allore potrei mettere sul crostino di burro e salmone del lattughino fresco, che ci sta bene…”

Elfa che, interrotte le fusa, sferra immediatamente la graffiata sanguinosa, alzando perfino la voce.
“Ecco, lo vedi? Sei sempre il solito! Lo sai benissimo che Il salmone è ricco di proteine e le devi limitare. Scordatelo! Anzi… guarda, se la metti così, lasciamo perdere i regali alla Lidl che è meglio, tanto lo so che di questo passo mi chiederai di prenderti i salamini affumicati tirolesi o il chorizo spagnolo...”

Ma non c’è solo questo a renderla simile alla Mitzi, perché l’elfa, esattamente come la mia gatta che, puntualissima, alle nove di sera la trovavi acciambellata sulla poltrona a dormire (ora lo fa il bretone che a quell’ora è già in pigiama sul suo lettino), se non c’è nulla d’interessante in televisione ha ripreso la vecchia abitudine di infilarsi prestissimo al calduccio sotto la trapunta per leggere qualche libro e ormai ne divora un paio a settimana, tanto che ne ha acquistati diversi da un tizio sulla Miranese che vende chincaglieria assortita, roba vecchia e libri usati in un caotico e polveroso negozietto.

Il problema è che quando verso mezzanotte io spengo il computer e la raggiungo sotto le coltri, arriva subito il “Ti dispiace se leggo ancora un po’?” aggiungendo poi con tono affettuoso “Tu, se vuoi, dormi pure, che non mi dai fastidio…” (che in un mondo normale dovrebbe essere il contrario, ma pazienza) .
Tuttavia, in realtà, il prendere sonno è tecnicamente impossibile visto che, da un lato abbiamo un lampadario a otto braccia ad illuminarci la stanza neanche fosse mezzogiorno e poi, appena ci provi, precedute da un colpetto di piede e un "Stai già dormendo?" (che se anche fosse così a quel punto sei comunque sveglio) iniziano le domande strane a cui devi rispondere assolutamente, altrimenti lei insiste e sbuffa perchè non sei collaborativo e non la badi.

Ieri sera, per esempio, mi è stato chiesto “Dove nasce il Danubio? In Austria?”
“No, mi pare nella foresta nera, in Germania…”
“Sei sicuro? Non è che ti confondi con il Reno? Se Strauss ha scritto il bel Danubio blu perché passa per Vienna, magari nasce in Austria”
“No… a parte che il Reno se ne va per i fatti suoi verso il Mare del Nord, a Vienna il Danubio lo hai anche visto e ci arriva che è già bello grande e navigabile. Quindi nasce molto prima, in Germania”
“Non è che può essere la Svizzera?”
“No, passa per una decina di paesi e attraversa quattro capitali: Vienna, Bratislava, Budapest e Belgrado, ma la Svizzera non se la fila nemmeno di striscio. Forse non ama il formaggio con i buchi, il cioccolato e gli orologi a cucù”
“Sarà come dici tu, ma dove sfocia?”
“Nel Mar Nero…”
“Naaah! Lo vedi che ti confondi? Quello è il Volga”
“No, amore… giuro che il Volga, se la Russia non lo ha deviato, sfocia ancora nel Mar Caspio”
“Sicuro? Non è che puoi controllare su Google Maps?”
“Ho spento il computer…”
“Si, ma puoi chiederlo al telefonino…”




Così mi alzo, vado nel mio studiolo a prendere lo smartphone in ricarica, con il cane che dal suo lettino mi guarda stupito di vedermi ricomparire, ed eseguo. Quindi torno a infilarmi di nuovo sotto la trapunta dicendole: “Google e Wikipedia confermano: il Danubio nasce nella Foresta nera e sfocia nel Mar Nero. Contenta ora? Possiamo dormire? “
“Sì, Finisco il capitolo e spengo..”
"Ma non l'avevi già finito?"
"Sì, ma mentre eri di là, ho iniziato quello seguente... però lo leggo in dieci minuti, non ti preoccupare"
Provo di nuovo a chiudere gli occhi, ma dopo un paio di minuti arriva implacabile un nuovo quesito: “Quali sono gli affluenti del Danubio?”
“Senti, tesoro.. a parte che non mi è chiaro perché debba sostenere un’interrogazione di geografia a mezzanotte e venti, mi dici che cacchio di libro stai leggendo e perché si interessa tanto del Danubio? Lo so che in quel negozio trovi libri sconosciuti e subito abbandonati da chiunque abbia provato a leggerli, ma… ”
“Questo non l’ho comprato in negozio… qualche tempo fa uscendo di casa ho visto che c’era una pila di vecchi libri appoggiati sopra il cassonetto della carta e siccome questo mi sembrava interessante l’ho preso…“
“Vabbè, allora se qualcuno lo aveva destinato al cassonetto fatti una domanda e datti una risposta. Comunque di che parla?”
“Racconta le vicende di una popolazione primitiva e nomade che esplora terre sconosciute e ad un certo punto mi dice che si accampano vicino ad un grande fiume che sfocia nel Danubio. Tu hai idea di quale fiume si tratti?”
“Boh… il Danubio ha decine di affluenti, ma l’unico grande che mi viene in mente è la Sava, anche perché ho abitato a Belgrado e il punto in cui i due fiumi si uniscono davanti alla fortezza del Kalemegdan l’avevo vicino a casa. Ci sarebbe anche l’Inn, ma è molto più a monte e non è tanto grande…”
“Mah.. per me ti dimentichi qualche fiume… puoi andare a controllare su Google maps?”

Mi alzo nuovamente, torno al telefonino con il cane che stavolta ha l’aria del “Ehi! Qui c’è gente che sta dormendo… basta andare su e giù!” e poi ritorno sotto alle coperte.
“Avevi ragione, oltre alla Sava c’era anche la Drava… contenta?”
“Sì… comunque, ora girati sul fianco…”
“Oooh! Finalmente si spegne la luce e dormiamo?”
“No! Mi serve la tua schiena per fare da leggio, cosi posso cambiare posizione e appoggiare il libro …”
Beh, non ci crederete, ma quando alla fine l’elfa ha spento la luce ormai ero così sveglio che ho passato alcune ore ad immaginarmi di pescare carpe sulle rive del Danubio, ma non ne ho presa nemmeno una.