domenica 19 giugno 2016

Dell'amico e della regola del tre


Vi sottopongo un caso di vita appena vissuta, con relativa decisione dolorosa ma inevitabile, sperando possa tornarvi utile.

Immaginate di avere il classico amico (molto) avanti negli anni e tanto single quanto totalmente digiuno di informatica che, colto dal raptus della modernità e anche perché ha letto un articolo su Focus, ti chiede di scarpinare assieme alcuni giorni per negozi di elettronica e centri commerciali per acquistare il primo computer della sua vita con il consiglio dell’esperto, ma senza mai decidere nulla. Dopo aver perso ore di fronte ad ogni modello in esposizione per spiegargli paternamente e con esempi adatti per un bambino delle primine cosa sia la RAM, le differenze tra i processori e l’importanza della scheda grafica, puoi essere certo che alla fine acquisterà di testa sua un portatile tanto costoso quanto scarto di magazzino dalla botteghetta sotto casa, che appena uscito dal negozio chiuderà la saracinesca per festeggiare e impedirgli di ripensarci.

Quando ti telefonerà tutto contento rivelandoti che in origine il portatile aveva installato Windows Xp Home Service Pack 1 ma che poi il venditore (gentilissima persona) dopo averlo spolverato, gli aveva installato in omaggio addirittura un Windows Vista Professional con tanto di licenza, un banco di memoria RAM che aveva in magazzino e gli aveva pure regalato la borsa e il tappetino per il mouse con i gattini, dovrai far ricorso a tutta la tua diplomazia e congratularti per la scelta davvero eccellente. Se poi, dopo qualche settimana, l’amico ti telefona disperato che non funziona più nulla perché alla prima uscita sul web è riuscito a raccogliere una straordinaria collezione di virus, allora in questi casi per salvarsi la pelle occorre subito applicare la “regola del tre” che in chiave sportiva potremmo chiamare “tre falli e sei fuori!”.

La mia postazione di lavoro, strapiena di giga, dischi SSD, GeForce GTX, impianti audio
 a sei casse con woofer e subwoofer, che qui si fa sul serio...

Fase 1) Siccome è la prima volta, visto che agli amici una cortesia non si nega mai e poi lui, poverino, ha appena scoperto le gioie, ma anche i dolori di internet ed è ingenuo come un’educanda, anche se avresti altro da fare ti mostri gentile e disponibile. Così annulli un appuntamento e lo fai venire a casa dopo pranzo. Poi mentre stappi una bottiglia di prosecco, gli offri dei biscottini e metti su il caffè, lo tranquillizzi sul fatto che il suo portatile tornerà come prima pur avendo preso sei virus, due trojan, un backdoor, un keylogger e un dialer. Poi ascolti attentamente la sua versione dei fatti accettando senza discutere la sua meraviglia su come sia stato possibile prendere tutte quelle porcherie, visto che va solo sul sito dell’Avvenire e di Famiglia cristiana. Terminati i convenevoli e le considerazioni amene sui pericoli del web e i giovani che dovrebbero navigare con accanto i genitori, gli dedichi tre ore del tuo tempo a disinfestargli Windows da ogni schifezza, gli installi l’antivirus e un firewall chiarendogli per bene a cosa servano e come funzionino. Dopo esserti accertato che abbia capito tutto per benino, lo congedi con una vigorosa stretta di mano e al suo immancabile “Ti devo una pizza…” rispondi magnanimo “Ma no, figurati… fare un favore ad un amico è sempre un piacere”.


Siamo decisamente una famiglia Hi-Tec (talis mater, talis filius)

Fase 2) Se, malgrado questo, trascorsa qualche settimana succede una seconda volta, dopo avergli ricordato mentre metti su il caffè che siamo tutti uomini di mondo disincantati quanto basta e dunque di lasciar perdere i convenevoli sui siti irreprensibili che visiterebbe, che tanto mi basta guardare la cronologia di navigazione per smascherarlo, gli spieghi garbatamente che se il firewall ti segnala che il sito “brasiliane insaziabili.com” sta cercando di installarti un programma in “C:/Windows/System” non lo devi autorizzare pur di vedere i filmati e le foto delle suddette signorine, altrimenti è del tutto inutile avere un firewall. Poi (dopo aver combattuto a lungo la tentazione di settargli a sua insaputa il firewall in parental mode control per impedirgli di frequentare certi siti) spendi un’oretta del tuo tempo a dargli una ripulita veloce e lo rimandi a casa contento, dopo avergli strappato la promessa di stare alla larga da collegiali arrapate e casalinghe vogliose, che alla sua età e con il pacemaker non è il caso….




Quel che avrei voluto fare al portatile del mio amico, ma non ho fatto per via del bon ton.


Fase 3) Se, nonostante tutto, dopo una decina di giorni, ti ritelefona che ha di nuovo preso dei virus, lo fai venire nuovamente a casa, ma in orario che sai quanto sia scomodo per lui e, anche se si lamenta inorridito che così perderà tutte le foto e i filmati che aveva scaricato, gli spiani in venti minuti il disco fisso formattandolo brutalmente a bassa risoluzione e dicendogli che tanto era troppo infettato e non c’era più nulla da fare, anche se non è vero. Poi gli installi di nuovo Windows, i driver e giusto i due o tre programmi che gli servono per sopravvivere al minimo sindacale e lo rimandi a casa inventandoti un impegno e senza nemmeno offrirgli il caffè. Appena si chiude il portone alle spalle finiscono definitivamente anche la pazienza e la comprensione garantite della regola del tre che si deve agli amici.

Se succede una quarta volta? Fai come ho appena fatto io. Gli dai gelidamente il numero verde dell’assistenza tecnica di Mediaworld dove, visto che pagherà profumatamente, sono disposti ad ascoltarlo senza fare una piega quando gli dirà che il virus lo ha preso entrando sul sito delle Edizioni Paoline.

5 commenti:

  1. Forse ha bisogno di navigare con un bambino vicino....

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    1. se penso che mio figlio a tre anni sapeva già fare ctrl+alt+canc per resettare l'Amiga e far ripartire il gioco, forse potrebbe essergli utile...

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  2. Divertentissimo!! Ricordo il gruppo di amici di mio figlio quando acquistai il mio primo computer, si divertivano a riempirmelo di virus, andavo al centro informatico, dove non capivo perché mi guardassero storto. Poi mia figlia di nove anni mi disse di guardare la cronologia e di chiudere a chiave la stanzetta.non sapevo ci fosse una cronologia e li sgridai a non finire.

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    1. Capisco, cara Alessandra... la cronologia di navigazione è quella cosa che tanti ignorano e che ti ci diverti un sacco quando vedi impallidire l'amico che ti ha appena detto che lui su certi siti non ci va mai. Purtroppo ora la possibilità di navigare in incognito mi ha tolto molto di questo divertimento. Comunque, almeno i tuoi virus erano davvero tali e non immaginari come quello di una che ben conosco che mi aveva fatto correre nel suo ufficio a ripulirle il computer da un presunto virus che poi si era rivelato essere solo uno stupido programmino pubblicitario.

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  3. Gli ultimi 10 anni di insegnamento, prima della pensione, li ho passati come prof di Italiano in un Istituto Tecnico per Periti Informatici.
    Io, digiunissimo di computer, mi sono dovuta adeguare, almeno per stare al passo nei limiti del possibile!
    Loro mi avevano aperto un blog di classe e, per evitare che pubblicassero l'impubblicabile (soprattutto commentino su altri proff che ignoravano totalmente l'esistenza di internet, ma che avrebbero potuto avere figli più svegli in agguato sul suddetto blog..), mi sono dovuta improvvisare "quasi" cibernetica.
    Calcolando le mie vistosissime lacune, consapevole di essere molto più fumo che arrosto, quando i colleghi mi additavano come "quella di italiano che però ne sa di computer..", praticamente mi sbellicavo!!! :-) :-) :-)

    ( Sono sempre Lilas del Quartier...scusa se per la terza volta ripubblico questo commento, che non compare sul post...Sto tentando di fare delle prove!! :-P)

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